“Purtroppo è morto anche lui”. Chi era la vittima più giovane: il padre famoso, il dolore dopo la

cinque giorni dall’incendio devastante che ha colpito la località alpina di Crans-Montana, il bilancio delle vittime continua

a pesare come un macigno sulla comunità. Le fiamme divampate in un locale affollato hanno causato decine di morti e numerosi feriti, lasciando dietro di sé dolore e sconforto, mentre le autorità si impegnano a ricostruire la dinamica della tragedia.

La conta dei decessi si arricchisce di nuovi nomi, amplificando il senso di perdita e di dolore collettivo. Ogni vittima porta con sé una storia,

un legame, un futuro spezzato. La conferma di un’ulteriore scomparsa arriva proprio mentre la comunità stenta a elaborare il lutto, dimostrando come questa tragedia continui a svelare il suo lato più crudele.

Incendio a Crans-Montana, il dolore della comunità

Il figlio di un dirigente dell’FC Sochaux-Montbéliard tra le vittime

Tra le vittime confermate nell’incendio di Crans-Montana si distingue il nome di Noa Thévenot El Kaim Billah, il più giovane tra i deceduti, che ha scosso profondamente non solo la Svizzera ma anche il mondo del calcio francese. La notizia è stata diffusa attraverso un comunicato ufficiale dell’FC Sochaux-Montbéliard, che ha espresso il proprio dolore e vicinanza alla famiglia.

Noa, di soli 14 anni, era figlio di Xavier Thévenot, membro del consiglio di sorveglianza del club e figura centrale nel salvataggio economico della società nel 2023. La perdita di un ragazzo così giovane ha colpito profondamente l’intera istituzione sportiva.

Noa Thévenot El Kaim Billah, vittima più giovane dell’incendio

“Con immenso dolore abbiamo appreso della scomparsa di Noa Thévenot El Kaim Billah”, recita il comunicato. “Questa tragedia colpisce duramente il club. In questo momento di grande sofferenza, rinnoviamo il nostro sostegno alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che sono stati toccati da questo dramma”.

Per commemorare Noa, l’FC Sochaux-Montbéliard ha annunciato che dedicherà un momento di raccoglimento durante la prossima partita di Coppa di Francia contro il Lens, sottolineando così il peso emotivo della perdita per tutto il club.

Omaggio di FC Sochaux-Montbéliard a Noa
Scene dall’incendio di Crans-Montana

Secondo fonti locali, Noa divideva la sua vita tra Francia e Svizzera. Dopo la perdita della madre, si era trasferito in Svizzera per vivere con il padre, senza mai abbandonare la sua passione per il calcio. Aveva iniziato a giocare nelle giovanili del Racing Besançon e proseguito poi con il club svizzero Lancy FC.

Entrambi i club hanno espresso la loro vicinanza alla famiglia, evidenziando come la scomparsa del giovane rappresenti una ferita che va oltre il campo sportivo e il semplice tifo. È un simbolo della tragedia collettiva che, a distanza di giorni, continua a infliggere dolore a più comunità, ricordando che l’incendio di Crans-Montana non è solo cronaca, ma un trauma profondo per molte persone.

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