Anche gli Stati Uniti partecipano alle indagini sull’omicidio di Liliana Resinovich. Specialisti del Michigan e del Colorado, infatti, sono chiamati per fare chiarezza sull’ipotesi del congelamento del corpo della donna. Una teoria, questa, che la superperizia dello studio di Cristina Cattaneo aveva sconfessato dal momento che “non esistono indizi anche lontanamente suggestivi” che la suggeriscano. Gli esperti americani collaboreranno con Noemi Procopio, scienziata forense e consulente di Sebastiano Visintin. Il loro esperimento verrà effettuato su quattro cadaveri.
L’esperimento sul congelamento
La notizia è riporta da Il Piccolo e ripresa dal Messaggero. La consulente di Sebastiano Visintin, Noemi Procopio, collaborerà con un team di scienziati del Michigan e del Colorado per fare chiarezza sull’ipotesi del congelamento del cadavere di Liliana Resinovich dopo l’omicidio.
Gli esperti americani condurranno il loro esperimento su quattro cadaveri donati alla scienza. Ai corpi verranno apposti indumenti simili a quelli che indossava la 63enne nel giorno della sua scomparsa e della morte.
ANSAIl punto in cui il 5 gennaio 2022 è stato rinvenuto il cadavere di Liliana Resinovich. Le indagini sull’omicidio continuano con un team di scienziati statunitensi
Quindi due delle salme verranno congelate, le altre due verranno esposte a condizioni climatiche simili a quelle in cui fu ritrovato il corpo di Liliana Resinovich.
L’esperimento durerà circa tre settimane, lo stesso arco di tempo che separò l’allontanamento da casa della donna dal ritrovamento del corpo il 5 giugno 2022. Sui tre cadaveri verranno messi anche i sacchetti di plastica trovati sulla salma di Lilly: uno leggero sulla testa, uno più pesante per coprire busto e gambe. Al termine dell’esperimento verranno prelevati dei campioni dal cavo orale, dal quale verranno isolati dei microbi per compararli con quelli rinvenuti nella bocca della vittima.
Perché si insiste sul congelamento
Come anticipato, secondo la superperizia di Cristina Cattaneo sul corpo di Liliana Resinovich non sarebbero presenti “indizi anche lontanamente suggestivi del fatto che il corpo della donna possa essere stato sottoposto a procedura di congelamento”.
Tuttavia si erano presentate alcune discrepanze tra lo stato di conversazione della salma e gli stessi risultati della perizia, per questo i consulenti di parte avevano esposto i loro dubbi. La perizia di Cattaneo è stata depositata nel marzo 2025 e ha escluso, quindi, il congelamento del corpo. Il dubbio è stato sollevato da Noemi Procopio a luglio 2025 quando, intervista dal Quotidiano Nazionale, ha detto che “tra i batteri trovati ce ne sono diversi che avevo scoperto in cadaveri congelati e poi scongelati”, specificando che la sua è “un’osservazione, non una prova” seppure basata su dati scientifici.
Il corpo di Liliana Resinovich, infatti, era ben conservato nonostante la presunta esposizione agli agenti esterni per circa tre settimane. Ricordiamo, inoltre, che secondo la perizia firmata da Cristina Cattaneo Liliana Resinovich sarebbe morta nello stesso giorno della scomparsa, ovvero il 14 dicembre 2021.
L’omicidio di Liliana Resinovich
La prima inchiesta era stata archiviata dalla Procura di Trieste come gesto volontario. Nessun colpevole, nessun omicidio, solo la volontà della donna di togliersi la vita in quel 14 dicembre 2021, quando uscì di casa senza farvi più ritorno.
I dubbi e le evidenze presentate dalle parti, infine, avevano portato la Procura a riaprire le indagini e a nominare Cristina Cattaneo come perito per effettuare un nuovo esame. È stato stabilito, infine, che si è trattato di un omicidio. Ancora tante sono le ombre sul caso: recentemente la Procura di Trieste ha iscritto il nome di Sebastiano Visintin nel registro degli indagati per omicidio volontario, ma il 67enne si dichiara estraneo ai fatti. Secondo Claudio Sterpin, ormai noto come l’”amico speciale” della vittima, Visintin sarebbe a conoscenza della verità ma non vorrebbe rivelarla.
- Liliana Resinovich
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