La tragedia di Crans-Montana ha sconvolto l’opinione pubblica e travolto i palinsesti televisivi italiani. Dalle prime ore subito dopo la notizia, numerose trasmissioni stanno seguendo in diretta i drammatici aggiornamenti sulle vittime e i feriti dell’incendio, ospitando giornalisti ed esperti per analizzare quanto accaduto.
Anche Domenica In ha dedicato ampio spazio alla tragedia nella puntata di domenica 4 gennaio, aperta da Mara Venier con un tono segnato non solo dal dolore, ma anche da una forte indignazione per alcune cose sentite subito dopo l’accaduto. Ma andiamo con ordine.
In collegamento con lo studio è intervenuto Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano, che ha fatto il punto sui pazienti ricoverati e su quelli in arrivo dalla Svizzera. “9 sono con noi, quelli che non sono con noi, sono in Svizzera. Ora sento il rumore dell’elicottero che trasporta uno dei pazienti. Sono positivo, molti di questi ragazzi andranno incontro a un miglioramento repentino. Fin quando c’è speranza di poterli ricostruire, siamo sul pezzo e non ci muoviamo. Dal punto di vista psicologico? Le prime parole di Filippo sono state ‘Dov’è il mio amico?’, che è distante. C’è un grosso lavoro da fare per fargli riprendere in mano la loro vita normale, dal punto di vista fisico e psicologico”, ha spiegato il medico.
Leggi anche: “Gli ho dato i soldi, poi l’ho rivisto così…”. Crans-Montana: il dramma del papà di Giovanni, morto a 16 anni

Parole pronunciate con grande commozione, la stessa che ha accompagnato l’ulteriore confessione del direttore del Centro Ustioni: “Quando vedo i genitori che mi fanno domande, mi viene il magone”. A quel punto Mara Venier, con gli occhi lucidi, ha ripreso la linea sottolineando il coinvolgimento umano che una tragedia del genere suscita in chiunque: “Ognuno di noi si mette nei panni del padre, della madre, del nonno, della nonna, per questo motivo ci tocca particolarmente”.

È stato però nel passaggio successivo che la conduttrice ha dato voce alla propria indignazione, affrontando una delle polemiche nate dopo la tragedia. Secondo alcuni opinionisti, molte persone si sarebbero potute salvare se, invece di filmare le prime fiamme con il telefonino, si fossero messe subito in fuga. Una tesi respinta con decisione da Mara Venier, che ha preso apertamente le difese dei ragazzi: “Non capivano cosa stava succedendo. Si vedono i ragazzi con i cellulari, chi critica tutto questo dovrebbe vergognarsi, davanti una tragedia del genere”.


Prima di ospitare in studio Raoul Bova, in arrivo da giovedì su Rai 1 con il ruolo di Don Massimo in Don Matteo 15, la conduttrice ha chiuso l’apertura con parole cariche di tristezza: “Non avrei voluto aprire così la puntata di Domenica In oggi, siamo vicini a tutti i familiari e genitori dei ragazzi che vengono da ogni parte di Europa. Speriamo che giustizia sia fatta. Riprendiamo la nostra domenica di intrattenimento con tanta tristezza nel cuore”.